Banche Dati: Prevenirle è meglio - Centrale Rischi, Crif, CTC, Experian - istruzioni per l'uso e per evitare trappole
Eccoci alle Banche Dati o in termine tecnico Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC). Si entra nel territorio dell'oscuro perchè qui il disallineamento informativo tra cliente e istituti di credito è palese. Le Banche accedono quasi in tempo reale a queste informazioni che spesso il cliente non conosce e queste informazioni sono spesso determinanti nell'ottenere o meno accesso al credito (in buona sostanza vedersi erogare il finanziamento).
Vediamo cosa sono, quali sono, come funzionano, le norme di legge che le regolano e quali strumenti ha il cliente per tenerle sotto controllo ed eventualmente "migliorarle".
Cosa sono le banche dati o SIC? Sono contenitori di informazioni riguardanti la storia creditizia delle persone (fisiche o giuridiche) che alcuni Soggetti (pubblici o privati) raccolgono in modo scientifico mettendole a disposizione, a pagamento, di altri soggetti intressati a conoscerle (banche, finanziarie, ecc). I soggetti che in Italia svolgono questa attività sono Banca d'Italia, soggetto pubblico, che raccoglie informazioni obbligatorie dalle Banche, tale dbase si chiama Centrale Rischi e altri soggetti privati che si sono specializzati negli anni: Crif, CTC ed Experian.
Esiste poi un altro dbase tenuto da Banca d'Italia (in realtà gestito in outsourcing) che si chiama Centrale Allarmi Interbancari (CAI) e che contiene le informazioni sulla corretta circolazione di assegni e carte di pagamento).
Tempi di conservazione dei dati da parte dei SIC link
La normativa di riferimento è il "Codice in materia di protezione dei dati personali"
Le regole sono le seguenti:
- Dati delle richieste di credito: max 180 giorni dalla data di richiesta
- Richieste di credito declinate o rinunciate: max 30 giorni dall'aggiornamento (rinuncia o declino)
- Informazioni negative fino a max 2 rate o due mesi: max 12 mesi dalla regolarizzazione
- Informazioni negative oltre 2 rate o mesi: max 24 mesi dalla regolarizzazione
- Informazioni negative non sanate: max 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o di altri eventi rilevanti in relazione al rimborso).
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Vediamo cosa sono, quali sono, come funzionano, le norme di legge che le regolano e quali strumenti ha il cliente per tenerle sotto controllo ed eventualmente "migliorarle".
Cosa sono le banche dati o SIC? Sono contenitori di informazioni riguardanti la storia creditizia delle persone (fisiche o giuridiche) che alcuni Soggetti (pubblici o privati) raccolgono in modo scientifico mettendole a disposizione, a pagamento, di altri soggetti intressati a conoscerle (banche, finanziarie, ecc). I soggetti che in Italia svolgono questa attività sono Banca d'Italia, soggetto pubblico, che raccoglie informazioni obbligatorie dalle Banche, tale dbase si chiama Centrale Rischi e altri soggetti privati che si sono specializzati negli anni: Crif, CTC ed Experian.
Esiste poi un altro dbase tenuto da Banca d'Italia (in realtà gestito in outsourcing) che si chiama Centrale Allarmi Interbancari (CAI) e che contiene le informazioni sulla corretta circolazione di assegni e carte di pagamento).
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La normativa di riferimento è il "Codice in materia di protezione dei dati personali"
Le regole sono le seguenti:
- Dati delle richieste di credito: max 180 giorni dalla data di richiesta
- Richieste di credito declinate o rinunciate: max 30 giorni dall'aggiornamento (rinuncia o declino)
- Informazioni negative fino a max 2 rate o due mesi: max 12 mesi dalla regolarizzazione
- Informazioni negative oltre 2 rate o mesi: max 24 mesi dalla regolarizzazione
- Informazioni negative non sanate: max 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o di altri eventi rilevanti in relazione al rimborso).
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